La locandina dell'evento

IBL 2025: cosa ci ha davvero colpito (e cosa ci portiamo a casa)

Storie, visioni e un’estetica che sa ascoltare

C’è un momento, durante i due giorni di Innovation Beauty Lab 2025, in cui ti accorgi che la bellezza ha smesso di essere solo una questione di pelle.

Lo intuisci ascoltando i temi che emergono, le parole che si ripetono con forza: longevità, ascolto, identità, trasformazione.
Lo capisci guardando le nuove generazioni di professioniste, preparate e motivate, che si mettono in gioco con competenze vere e con il desiderio di fare la differenza.
Lo percepisci quando aziende, formatori e scuole parlano non solo di prodotti e trattamenti, ma di visione, etica e relazione.

Oltre 2.200 presenze, 70 brand in esposizione, più di 20 speech, oltre 30 tra relatori e panelist, 25 scuole coinvolte e 500 studentesse in visita: Innovation Beauty Lab 2025 è stato un punto di incontro reale tra professionisti, aziende, formatori e nuove generazioni dell’estetica.

Un’occasione per ascoltare, confrontarsi, imparare e, soprattutto, interrogarsi sul senso più profondo della bellezza oggi. IBL 2025 ha acceso il riflettore su un’estetica diversa. Più consapevole, più colta, più concreta.

L’estetista oggi? Preparata, empatica, imprenditrice

Uno dei messaggi più forti emersi a IBL è che la figura dell’estetista è cambiata. Non solo operatrice, ma consulente, formatrice, stratega, spesso anche imprenditrice.

Ne ha parlato chi fa ricerca, chi fa formazione, ma anche chi lavora ogni giorno in cabina. Skincare, tecnologia, dermoestetica, comunicazione, marketing: le estetiste di oggi sono chiamate a integrare conoscenze diverse. Ma il punto di partenza resta sempre lo stesso: la relazione.

Il futuro parla giovane (e serio)

Il CISEP ha fatto centro. Un campionato? Anche. Ma soprattutto uno spazio per dare voce agli studenti, e far capire che dietro a un trattamento c’è studio, visione, competenza.

Le ragazze delle scuole hanno affrontato prove tecniche, domande di marketing, schede viso complete e ragionato su dermatologia e cosmetologia. Altro che “sono solo cremine!

Una giuria tecnica ha valutato precisione, metodo, linguaggio. Il risultato? Una generazione che prende sul serio la professione.

Dove va l’innovazione?

Tra le tecnologie viste in fiera e i nuovi protocolli presentati, il tema più trasversale è stato: integrazione. Tra cosmetico e macchinario, tra scienza e manualità, tra marketing e sensibilità.

Si è parlato molto di retinolo evoluto, di enzimi intelligenti, di radiofrequenza e di longevity skincare. Ma sempre con una premessa chiara: non esistono formule miracolose. Esistono approcci seri, testati e coerenti con la pelle e con le persone.

Tra premi, leggi da rivedere e nuove energie

Il premio alla carriera a Raffaella Gornati e al Prof. Umberto Borellini ha avuto il sapore di una stretta di mano tra generazioni: chi ha costruito, chi sta costruendo, chi inizierà domani.

E la tavola rotonda sulla Legge 1/90 ha aperto una discussione concreta: servono strumenti nuovi per raccontare un’estetica che oggi è più che un servizio. È un atto culturale.

E ora?

La prossima edizione è già fissata: 11 e 12 ottobre 2026, ancora al Crowne Plaza Expo di San Donato Milanese. Noi ci saremo. Perché c’è ancora tanto da ascoltare, e molto da costruire.

-A cura di Noemi Sartori

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