Ovvero… Guida semiseria per chi odia allenarsi, ma vorrebbe sentirsi meglio
Quando “allenamento” è una parola grossa
C’è chi sogna di correre all’alba, con la playlist giusta e i leggings che modellano le forme. E poi ci siamo noi: quelli che corrono solo quando suona il forno.
Se ogni volta che senti parlare di “workout routine” ti viene in mente un incubo a base di squat, flessioni e finti sorrisi su Instagram, sappi che sei in buona compagnia. Il fitness, per alcuni, è una religione. Per altri, è un trauma scolastico irrisolto chiamato educazione fisica. Ma la buona notizia è che non bisogna amare l’allenamento per volersi bene. Né bisogna iscriversi in palestra per sentirsi attivi.
Questo è un articolo per chi ha accettato la propria antipatia per il fitness… ma sotto sotto sa che muoversi un po’ farebbe bene. E allora vediamo come si può iniziare senza tradire la propria indole da divano con stile.
Perché odiamo il fitness (e sì, ci sono buoni motivi!)
Partiamo da qui. L’idea di “fare fitness” spesso suona come una punizione post-brunch: un’attività da intraprendere solo per riparare a qualcosa. Ma il corpo non è un nemico da correggere. È casa nostra.
Odiamo il fitness perché ci hanno insegnato che serve solo a bruciare calorie, a dimagrire, a scolpire. Come se muoversi avesse senso solo se porta a una trasformazione visibile, possibilmente instagrammabile.
Ma se togliamo il peso (anche psicologico) del risultato, può restare qualcosa di sorprendentemente piacevole.E poi, diciamocelo, anche il contesto non aiuta: playlist martellanti, luci sparate, personal trainer con l’addome in 4K. Se la tua idea di benessere è Netflix e crema corpo profumata, non c’è nulla di sbagliato. Ma forse, un modo tuo per muoverti lo troviamo lo stesso.
Movimento non è solo palestra
È ora di dircelo chiaro e tondo: non c’è solo la sala pesi nella vita.
Fare movimento non significa infilarsi per forza in un legging aderente e diventare improvvisamente fan del crossfit. Significa ascoltare il proprio corpo e trovare un’attività che faccia stare bene, anche solo un po’ alla volta.
Ti piace camminare ascoltando podcast true crime o gossip? Ottimo, è cardio.
Ti perdi in una sessione di pulizie domestiche con Beyoncé a tutto volume? È movimento funzionale, baby.
Ti ritrovi a ballare da sola in salotto alle 23 dopo una giornata storta? È fitness “emotivo” e merita una standing ovation.
Muoversi può voler dire portare il cane a fare una passeggiata più lunga, salire le scale con un pizzico di entusiasmo in più, o anche solo scegliere una posizione di yoga che assomigli molto a “resto qui sdraiata ma con intenzione”.
Il trucco? Non chiamarlo fitness. Chiamalo benessere, chiamalo tempo per te. Ma soprattutto: chiamalo alla tua maniera.
-A cura di Noemi Sartori