Che l’inquinamento atmosferico facesse male soprattutto a polmoni e all’apparato respiratorio è ormai noto e conseguenza peraltro prevedibile. Ma che potesse contribuire anche alla riduzione delle nascite è un “fatto” nuovissimo, emerso da uno studio australiano, pubblicato su Human Reproduction e presentato al 40° Congresso annuale dell’Eshre, la Società europea di riproduzione umana ed embriologia.
Che cosa dice la ricerca
Ha analizzato la correlazione fra l’esposizione al Pm10, il particolato fine, e la “salute” degli ovociti nelle due settimane precedenti la raccolta degli ovociti in un campione di donne che si sono sottoposte a fecondazione assistita di età media 34,5 anni al momento del prelievo e di 36,1 anni all’impianto, in un arco temporale di otto anni. I campioni raccolti e analizzati sono stati pari a 3.659 trasferimenti di embrioni congelati da 1.836 pazienti.
Quindi numeri molto importanti che hanno permesso di scoprire che l’esposizione al PM, prima del prelievo degli ovociti, durante la fecondazione in vitro, può ridurre le probabilità di arrivare alla nascita di un bimbo di quasi il 40%. Una conferma dell’esistenza di un possibile legame fra inquinamento e salute riproduttiva.
Ulteriori indicazioni importanti
Le indagini condotte hanno inoltre permesso di evidenziare la persistenza dell’impatto negativo dell’inquinamento anche in caso di eccellente qualità complessiva dell’aria durante il periodo considerato, con livelli di Pm10 e Pm2,5 che superavano i valori soglia dell’Oms solo nello 0,4% e nel 4,5% dei giorni di studio. Se la correlazione tra inquinamento e risultati riproduttivi peggiori è chiara, la ricerca ora punta a comprendere i meccanismi di questa relazione.
Ciò che è certo è che il cambiamento climatico e l’inquinamento rimangono tra le maggiori minacce per la salute umana, compresa quella riproduttiva. Ovvero sembra esistere una forte correlazione negativa tra i livelli di polveri sottili e il tasso di natalità nei cicli di trasferimento di embrioni congelati a danno di tutte le coppie alla ricerca di genitorialità. Un elemento in più che sottolinea come ridurre al minimo l’esposizione agli inquinanti debba essere una priorità per la salute pubblica.
-A cura di Francesca Morelli