Nel 2026 la sostenibilità non è più un’aspirazione ma un criterio di scelta concreto per sempre più consumatrici e consumatori. Dai criteri di formulazione alla provenienza degli ingredienti, passando per packaging e trasparenza, ecco i brand che stanno portando avanti una visione responsabile della bellezza.
La primavera 2026 conferma una tendenza ormai consolidata: ascoltare la pelle e il pianeta. Consumatori sempre più informati scelgono prodotti non solo performanti ma anche realizzati con criteri etici e trasparenti. All’interno di un mercato in crescita — dove cosmetici con caratteristiche di sostenibilità e naturalità rappresentano una fetta significativa delle novità lanciate — emerge la eco beauty come paradigma chiave per la stagione.
Verso un beauty più responsabile: ingredienti, filiere e packaging
Il significato di “sostenibile” nel beauty va oltre la semplice etichetta di naturale o bio. Per essere realmente eco-consapevole un prodotto deve considerare l’intero ciclo di vita: dalla scelta di materie prime rinnovabili e tracciabili, alla riduzione degli sprechi in produzione, fino a packaging riciclabile o refillabile.
L’attenzione degli utenti e degli esperti si concentra sempre più sulla trasparenza e sulle certificazioni reali. Termini come clean, green o natural possono essere usati come leve di marketing, ma non sempre equivalgono a un impegno concreto se non accompagnati da dati verificabili sul riciclo, l’origine delle materie prime o l’impatto della filiera.
I brand che segnano la stagione
Aveda
Pioniere nel collegare performance cosmetica e sostenibilità, Aveda ha usato energia rinnovabile nei propri stabilimenti e riciclato PET post-consumo per oltre l’85% dei suoi packaging. L’approccio non è solo simbolico: puntare su materiali riciclati e pratiche produttive più virtuose riduce l’impatto ambientale complessivo dei prodotti.
Lush
Lush è da anni un simbolo di green beauty con prodotti senza packaging (“naked”) e formule vegetariane o vegane. Il suo programma di ritorno dei contenitori per riciclo interno riduce ulteriormente lo spreco. Per molte consumatrici questo modello rappresenta un punto di riferimento per capire come la filosofia zero-waste possa essere applicata nella cosmesi quotidiana.
The Body Shop
Questo marchio ha fatto della responsabilità sociale parte integrante della sua identità, con programmi di Community Trade che supportano fornitori sostenibili e packaging progressivamente riciclato. Nel 2025 The Body Shop ha completato la transizione a prodotti 100% vegan, con un impegno continuo su materiali post-consumo.
RMS Beauty
Nel make-up, brand come RMS Beauty uniscono clean formulas con packaging riciclabile in vetro e alluminio. L’obiettivo è offrire un make-up efficace senza compromessi sulla salute della pelle né sull’impatto ambientale, con progetti anche di refill per ridurre gli sprechi.
Tata Harper Skincare
Dal lato skincare, Tata Harper segue una filosofia farm-to-face, coltivando ingredienti naturali nella propria fattoria e utilizzando packaging in vetro riciclabile. Questo approccio riduce la dipendenza da materie prime industriali ad alto impatto e promuove l’autosufficienza nella produzione di ingredienti attivi.
Fenty Skin Earth-Conscious Line
Anche brand mass market stanno adottando soluzioni sostenibili: Fenty Skin ha lanciato linee con packaging refillable e formule vegan, rendendo la bellezza eco-consapevole più accessibile a chi cerca prodotti quotidiani con un’impronta ridotta sul pianeta.
UpCircle
Un modello interessante nel panorama sostenibile è quello di aziende come UpCircle, che riutilizzano sottoprodotti dell’industria alimentare — come fondi di caffè o noccioli di frutta — come ingredienti attivi nei cosmetici. Questo tipo di upcycling riduce gli sprechi e valorizza risorse altrimenti scartate.
Perché la sostenibilità conta davvero
Le scelte di eco beauty non rispondono solo a esigenze etiche: influenzano anche percezione, performance dei prodotti e salute della pelle. Una formulazione più semplice, con ingredienti tracciati e processi produttivi meno impattanti, può ridurre il rischio di irritazioni e supportare un approccio di bellezza più consapevole.
Inoltre, il mercato riflette questa evoluzione: in Italia solo nel 2023 i prodotti con caratteristiche di sostenibilità e naturalità hanno rappresentato una quota significativa dei consumi beauty, con trend di crescita nei nuovi lanci che supera il 30%.
-A cura di Francesca Frediani

Giornalista e professionista della comunicazione con una lunga esperienza nel settore della cosmetica, dell’estetica professionale e del beauty business. Ha collaborato con importanti testate ed editori, contribuendo allo sviluppo dell’informazione B2B nel mondo della bellezza. Oggi è Direttrice Responsabile di Les Nouvelles Esthétiques Italia, testata di riferimento per il settore dell’estetica professionale, della formazione e dell’informazione di settore. Collabora con Italian Beauty Community fin dalla sua nascita, accompagnandone l’evoluzione editoriale e progettuale.