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è arrivata una soluzione per gli insonni cronici, finalmente si può dormire (bene)

‘Potrò mai sognare o sono destinato a stare sveglio?’ In Italia se lo chiedono oltre 6 milioni di persone, in misura maggiore donne, tutte coloro che soffrono di insonnia: il numero si stima tuttavia ben superiore per via di un ritardo diagnostico o terapie fai-da-te che portano il problema a diventare sempre più serio e cronico. Oggi un aiuto può arrivare da una nuova molecola che mette a dormire i neurotrasmettitori che ci tengono invece svegli.

Una patologia delle 24 ore. Questa è la definizione che danno gli specialisti dell’insonnia, essa ha infatti conseguenze che non si limitano al cattivo riposo notturno, ma si ripercuotono sulla vita quotidiana, personale, sociale, di studio, lavorativa e sulla salute con problemi a lungo termine cardiometabolici e cognitivi. Ciò significa che si tratta di una ‘vera’ patologia riconosciuta da parte di medici e pazienti e che va inquadrata e trattata in maniera appropriata, evitando in sostanza cure e rimedi fai-da te, ma affidandosi a esperti e a nuove soluzioni terapeutiche. �Finalmente l’insonnia è classificata come un disturbo a sé con una componente notturna, per cui il paziente fa fatica o ad addormentarsi o a mantenere il sonno, e una diurna con manifestazioni di irritabilità , scarsa concentrazione e attenzione, sonnolenza, lacune mnesiche � afferma Liborio Parrino, Direttore Scuola di Specializzazione in Neurologia e Direttore Centro Medicina del Sonno Università di Parma, Direttore SC di Neurologia AOU di Parma � L’insonnia, di cui sono possibile oltre 89 forme diverse, è dunque una malattia delle 24 ore, complessa, con una sua dignità e non un sintomo secondario di qualcos’altro�.

Scacco all’orexina. è arrivata anche in Italia una molecola che agisce sul sistema dell’orexina, quello che attiva i segnali di veglia e li induce ad ‘addormentarsi’. Questo farmaco, in studi dedicati, si è dimostrato efficace per almeno 12 mesi: è dunque ad appannaggio di chi soffre di insonnia cronica. �Questa molecola è maneggevole, sicura e ha effetti durevoli nel tempo anche quando assunta per lunghi periodi � afferma Luigi Ferini Strambi, Professore Ordinario di Neurologia Università Vita-Salute di Milano, Direttore Centro di Medicina del Sonno IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano � Il grosso vantaggio è la sua emivita di otto ore: questo vuol dire che impedisce il funzionamento dell’orexina nel tempo che coincide con il sonno, consentendo poi all’orexina di ricominciare a funzionare normalemente al mattino, questo fa sì che il farmaco non dà sedazione dopo il risveglio, quindi sono assenti sonnolenza diurna e problemi cognitivi. Altro vantaggio: questa molecola non riduce solo il tempo di addormentamento, ma facilita anche il mantenimento del sonno, dimostrandosi sicuro, diversamente da altri ipnotici, anche in soggetti con apnee notturne�.

Regole per favorire il sonno. è possibile adottare alcuni comportamenti che aiutano ad abbracciare Morfeo. �Vanno evitate prima di mettersi a letto tutte le sostanze stimolanti (caffè, tè, nicotina, etc.) – raccomanda Luigi De Gennaro, Professore Ordinario di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica e di Psicofisiologia del Sonno Normale e Patologico, Università Sapienza di Roma � l’alcool che deprime e peggiora le normali funzioni respiratorie durante il sonno. è sconsigliata alla sera una eccessiva assunzione di cibi e di liquidi, l’attività fisica, l’uso di dispositivi elettronici che rimandano l’addormentamento e sopprimono la secrezione spontanea della melatonina che è strettamente legata al buio. Inoltre occorre mantenere una regolarità negli orari di addormentamento e risvegli�. Insomma, l’indicazione alle prime avvisaglie di un sonno perturbato è rivolgersi a un esperto per valutare, inquadrare e trattare in maniera appropriata l’insonnia. Oggi le opportunità ci sono e restituiscono il riposo a chi se lo era dimenticato.

Ottime notizie anche per te che non ci speravi più. Da quanto lotti con l’insonnia, come vivi questo problema?

– Francesca Morelli

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