una fotografia di una mano su cui viene effettuato il test della glicemia

Carie&Diabete, così rompi il circolo vizioso

Scopri la strategia vincente per debellare “la brutta coppia” che danneggia denti e incrementa la glicemia

Hai il diabete? Allora sai bene che non influisce solo sui livelli di zucchero nel sangue, ma trasforma anche il cavo orale in un ambiente zuccherino, aumentando il rischio di carie. Ma questo stato di cose peggiora anche il diabete: secondo un articolo scientifico appena pubblicato sulla rivista Microbiome l’infiammazione gengivale rilascia tossine che aumentano l’insulino-resitenza, rendendo la glicemia più difficile da tenere sotto controllo.

Un circolo vizioso che nasce dal fatto che, secondo gli studiosi autori dell’articolo, il glucosio e il fruttosio presenti in abbondanza nel sangue di chi soffre di questa patologia possono filtrare attraverso i vasi direttamente nella saliva, saturando il cavo orale di zucchero senza bisogno dolci o caramelle. 

Una versione zuccherina della saliva

Di per sé, infatti, la saliva ne conterrebbe pochissimo, ma ahimé quando la glicemia resta alta in modo continuativo si danneggiano i capillari del microcircolo, tra cui proprio quelli che irrorano le ghiandole salivari. Ghiandole che, con le infiltrazioni di zucchero in arrivo dai capillari danneggiati, producono così una versione zuccherina della saliva, dolce ancora prima di raggiungere il cavo orale.

Il problema è che questa “dolcificazione” altera radicalmente il microbioma della bocca. Secondo lo studio scientifico, l’eccesso di fruttosio favorisce il proliferare dello Streptococcus mutans, uno dei batteri responsabili della carie: questo batterio finisce per  prevalere sui batteri benefici abitualmente presenti in bocca e va a formare la placca batterica, un biofilm vischioso che degrada lo zucchero e produce acidi che finiscono con il corrodere lo smalto dentale. E non sarebbe un caso se le persone con diabete non controllato hanno fino al 90% di probabilità in più di sviluppare carie.

Il problema è che questa “dolcificazione” altera radicalmente il microbioma della bocca. Secondo lo studio scientifico, l’eccesso di fruttosio favorisce il proliferare dello Streptococcus mutans, uno dei batteri responsabili della carie: questo batterio finisce per  prevalere sui batteri benefici abitualmente presenti in bocca e va a formare la placca batterica, un biofilm vischioso che degrada lo zucchero e produce acidi che finiscono con il corrodere lo smalto dentale. E non sarebbe un caso se le persone con diabete non controllato hanno fino al 90% di probabilità in più di sviluppare carie.

Un aggravamento delle patologie gengivali

Non solo. Visto che uno dei sintomi del diabete è proprio un aggravarsi delle patologie gengivali come le parododontopatie, questo stato infiammatorio peggiora il controllo del diabete. La buona notizia è che si è capito che si può intervenire efficacemente proprio partendo dalla salute orale per migliorare la risposta alle cure per il diabete. Secondo Microbiome, infatti, trattare le malattie gengivali con il supporto di un odontoiatra esperto in parodontologia può avere un impatto metabolico paragonabile all’aggiunta di un secondo farmaco per il diabete.

Inoltre, con una gestione integrata della salute, secondo gli studiosi, si possono ottenere risultati migliori nella gestione del diabete e dell’igiene orale:

stabilizzando innanzitutto i livelli di zucchero nel sangue si riduce in modo significativo la migrazione di fruttosio nella saliva

limitando i cibi ad alto contenuto di fruttosio (sciroppo d’agave, succhi di frutta,  alimenti ultra-processati contenenti sciroppo di mais) si evita di alterare il microbioma con picchi di fruttosio

distanziando l’assunzione di carboidrati  durante la giornata in modo da non esporre costantemente allo zucchero il cavo orale –lavando i denti dopo ogni pasto, utilizzando dentifrici fluorurati che prevengano la carie e il filo interdentale.

-A cura di Laurence Donnini

Laurence Donnini, giornalista e scrittrice. Francese d’origine, italiana per abitudini, vivo e lavoro a Milano. Amo scandagliare la realtà e mettere alla prova dei fatti tendenze, persone e prodotti.

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