Benvenuti negli anni in cui la bellezza non sussurrava più: urlava in technicolor.
L’Italia viveva il boom televisivo, la Milano da bere, le luci al neon e i primi look “da manager”.
Era il decennio delle donne che non chiedevano il permesso di entrare in una stanza, ma solo dove fosse la presa per il phon. Dopo la naturalezza dei ’70, arrivano gli anni del “tutto troppo”: troppo colore, troppo volume, troppo gloss.
Ma anche il decennio in cui la bellezza diventa affermazione di sé, e il make-up un linguaggio universale di potere.
Le icone italiane dell’eccesso elegante
Se pensi agli anni ’80 italiani, pensi a Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Donatella Rettore, Loredana Bertè e Milva. Ognuna raccontava un’idea diversa di forza femminile: pop, sexy, ribelle o sofisticata.
- Heather Parisi portava in TV la leggerezza luccicante del pop, con blush evidenti e boccoli perfetti.
- Lorella Cuccarini rappresentava l’energia atletica: trucco fresco, sorriso smagliante e capelli da shampoo pubblicitario.
- Loredana Bertè, invece, era il caos meraviglioso degli anni ’80: ombretti blu elettrico, rossetti scuri e tanta personalità.



Aneddoti & segreti autentici dai backstage
Secondo l’Archivio RAI, i truccatori dell’epoca lavoravano con prodotti “ibridi” che oggi chiameremmo multiuso: rossetti usati come blush, ombretto per le sopracciglia, glitter fissati con vaselina cosmetica. Il trucco televisivo doveva resistere alle luci incandescenti degli studi, perciò si stratificava — tanto fondotinta, cipria a chili e una spruzzata di lacca sui pennelli per fissare tutto (sì, questa è documentata!).Nel libro “Trucco e televisione italiana” di Stefano Anselmo si legge che le luci RAI alteravano i colori del viso, così le truccatrici applicavano il fard in diagonale per scolpire e definire i volumi del volto. Era, in pratica, il precursore del contouring.

Anche le riviste come Grazia e Annabella consigliavano look audaci: ombretto azzurro, rossetto lampone, smalto coordinato. E per le più “casalinghe fashion”, c’era il trucchetto del momento: un goccio di olio Johnson’s Baby sulle guance per ottenere un glow da copertina (fonte: Annabella, 1983).
Come rifarlo oggi
Per riprendere il mood anni ’80 senza sembrare in una puntata di “Drive In”:
- Pelle levigata e luminosa, ma con un po’ di bronzer per definire.
- Ombretti vivaci: blu, viola, rosa shocking — ma solo uno alla volta, ben sfumato.
- Sopracciglia definite ma non disegnate, mascara extra black.
- Blush obliquo sulle guance per scolpire, come nei set RAI.
- Rossetto saturo: rosso ciliegia, fucsia o corallo, rigorosamente lucido.
Capelli? Volume, volume e ancora volume. Il segreto vintage: phon a testa in giù e spazzola rotonda, poi una nuvola di Elnett.
Tips vintage da rubare
- Rossetto come blush: steso con le dita per un effetto armonioso.
- Lacca per fissare il trucco: spruzzata sul pennello a distanza (citata in RAI backstage manuali 1986).
- Olio baby come illuminante.
Smoky a colori: con ombretti perlati in crema, sfumati con un fazzoletto di carta per togliere l’eccesso.
Il consiglio di stile IBC
Gli anni ’80 non avevano paura di esagerare, e neanche dovresti tu. Metti quel rossetto che ti sembra “troppo” e quella giacca con le spalline che aspetta nel guardaroba. Perché a volte serve ricordarsi che essere vistose non è un difetto: è una dichiarazione di identità.
-A cura di Samuela Nisi

Di Samuela Nisi, giornalista pubblicista di moda, bellezza e benessere, racconta tendenze e stili di vita con uno sguardo competente e contemporaneo. Scrive per testate cartacee e digitali, unendo estetica, contenuto e personalità.