Il dettaglio di un guanto per l'applicazione dell'autoabbronzante

Autoabbronzante: da arancione carota a dea dorata… forse

Aiuto, mi sto “auto-abbronzando”! I potenziali disastri del self tanning e come evitarli 

Che tu voglia un’abbronzatura leggera e naturale o un colorito intenso e dorato, oggi puoi trovare l’autoabbronzante perfetto per te. Ma attenta: il disastro è dietro l’angolo! 

Ammettiamolo, l’autoabbronzante è un po’ come quella relazione complicata: sai che potrebbe finire male, ma ci riprovi sempre. Perché? Semplice, l’idea di sfoggiare un’abbronzatura da vacanza ai Caraibi senza dover subire le torture del sole è troppo allettante. Ma il consiglio spassionato, soprattutto se sei non siete un habitué del self tan, è quello di andarci con i piedi di piombo: “gradualmente” sarà il tuo mantra!

Il lato oscuro dell’autoabbronzante

  • L’effetto carota: ricordi i primi autoabbronzanti? Quell’arancione fosforescente che vi faceva sembrare un Oompa Loompa? Beh, alcuni sono rimasti fedeli a quella tonalità.
  • Le macchie: gomiti, ginocchia, caviglie… le zone più ostiche. Se non siete esperti, il risultato sarà un’opera d’arte astratta fatta di chiazze marroni.
  • L’odore: quell’aroma di biscotto bruciato che perseguita per giorni. Un vero e proprio deterrente sociale.
  • Le mani: anche lavandole accuratamente, le mani tradiscono sempre. Un alone arancione che urla: “Ho usato l’autoabbronzante!”.
  • Il lenzuolo: dormire con l’autoabbronzante fresco è come giocare alla roulette russa con le lenzuola. Macchie ovunque.

Formule nuove, meno rischi

Paura? Tranquilla, per fortuna i nuovi autoabbronzanti si sono evoluti. Grazie alle formule innovative, alle texture confortevoli e alle profumazioni delicate, oggi ottenere un’abbronzatura perfetta è diventato meno rischioso. I laboratori cosmetici hanno fatto passi da gigante, creando prodotti che si adattano a ogni incarnato, senza virare al giallo, al verde o all’arancione.

Gocce magiche e mousse leggere

Anche le texture sono diventate più leggere e confortevoli. Le gocce autoabbronzanti, ad esempio, si mescolano alla crema idratante per un’abbronzatura graduale e personalizzata. Le mousse, invece, si applicano con facilità e si asciugano in un lampo, senza lasciare quella fastidiosa sensazione appiccicosa.

Ingredienti smart e profumazioni delicate

Oltre alla tonalità e alla texture, anche gli ingredienti sono stati ripensati. Acido ialuronico, oli vegetali e vitamine si prendono cura della pelle, idratandola e nutrendola. 

E l’odore? Le nuove profumazioni sono delicate e gradevoli. Provare per credere.

Tecnologie innovative per un’applicazione impeccabile

Anche l’applicazione è diventata più semplice e precisa. I guanti in microfibra, ad esempio, garantiscono una stesura uniforme, senza macchie o striature. E per le zone più difficili da raggiungere, come la schiena, esistono applicatori ergonomici che semplificano la vita.

Ecco 5 step di sopravvivenza (all’autoabbronzante)

  • Esfoliazione: è il segreto per un’abbronzatura uniforme. Un vero e proprio rito di purificazione. Ma non basta un gommage prima della seduta: prepara la pelle con un po’ di anticipo. Due scrub a settimana per un mese? Perfetto!
  • Pelle secca? Macchie assicurate. Idratazione, idratazione, idratazione.
  • Guanto applicatore: un must-have per evitare mani arancioni (e per avere una stesura uniforme).
  • Pazienza: niente doccia per almeno 4 ore. E niente vestiti stretti.
  • Scrub: nel caso di un disastro, lo scrub è il vostro migliore amico.

-A cura di Simonetta Barone

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