Uno studio internazionale, pubblicato sull’importante rivista scientifica Gut Microbes, sviluppato dalla collaborazione di ricercatrici di NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi) – Università di Torino, Università di Padova e Università di Hannover (Germania), dimostrerebbe per la prima volta il legame esistente tra microbiota intestinale, cioè l’insieme di microorganismi tra cui batteri, virus e funghi che colonizzano il tratto gastrointestinale umano con un impatto importante sulla salute, e il sistema nervoso periferico.
Le informazioni emerse
Negli ultimi decenni sono stati dimostrati gli effetti del microbiota su molti organi, fino alla psiche, e come le alterazioni di questo complesso ecosistema, quindi da una condizione di eubiosi (stato di benessere) a disbiosi, cioè di “disequilibrio”, siano alla base, comunque collegate all’insorgenza di diverse patologie. Oggi a queste informazioni se ne aggiunge una nuova: la totale o parziale assenza del microbiota intestinale sembra interferire negativamente sullo sviluppo dei nervi periferici e del loro bersaglio, il muscolo scheletrico. Una informazione non trascurabile considerando che, ad oggi, in Italia si registrano oltre 400.000 casi di lesioni dei nervi periferici, dovute prevalentemente a incidenti stradali, sportivi, domestici o sul lavoro e/o anche interventi chirurgici.
«Malgrado i notevoli progressi della ricerca e della microchirurgia ricostruttiva, che oggi puntano su ingegneria tissutale e nuovi biomateriali, il recupero delle funzioni nervose e muscolari dopo una lesione è spesso solo parziale – dichiarano Matilde Cescon dell’Università di Padova e Giulia Ronchi del NICO – Università di Torino – influendo negativamente sulla qualità della vita dei pazienti.
Approfondire la conoscenza dei complessi meccanismi neurobiologici che regolano la rigenerazione dei nervi è quindi un interesse della ricerca scientifica e indagare il ruolo del microbiota intestinale in condizioni patologiche o di lesioni va proprio in questa direzione. Ciò potrebbe dunque aprire strade inesplorate che offrano nuove prospettive terapeutiche, con importanti ricadute cliniche». Sono pertanto alte e molte le attese legate a queta scoperta e agli sviluppi futuri.
Partenza e arrivo
Questo studio, che dimostra per la prima volta l’esistenza di un asse intestino – sistema nervoso periferico, è stato il punto di partenza per il progetto Gut-NeuroMuscle, finanziato dal programma PRIN – Progetti di Rilevante Interesse Nazionale con cui il Ministero della Ricerca sostiene la ricerca di base, che ha l’obiettivo di esplorare l’interazione tra microbiota e rigenerazione nervosa. Siamo solo agli inizi.
-A cura di Francesca Morelli