Un uomo che tiene in mano il tipico inalatore per l'asma

Asma: una nuova cura che dà respiro

Se anche tu convivi con l’asma, sai bene quanto possa essere una malattia “ingombrante”. Non solo per il respiro corto, la tosse o la sensazione di oppressione al petto, ma anche per la dipendenza quotidiana dai farmaci, indispensabili per tenere sotto controllo i sintomi, che devi avere sempre a portata di mano o portarti dietro ovunque tu vada. Oggi, però, c’è una notizia che potrebbe cambiare la qualità della tua vita e di tanti altri malati di asma.

Uno studio innovativo

Uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Respiratory Medicine e guidato dal King’s College London, ha mostrato che un’iniezione mensile può permettere a molti pazienti con asma grave di ridurre o addirittura sospendere gli steroidi orali, cioè le compresse di cortisone e simili. La ricerca, presentata al meeting invernale della British Thoracic Society, ha coinvolto circa 300 adulti con asma non controllata provenienti da 11 Paesi. Tutti assumevano quotidianamente dosi di steroidi orali, da 5 a 40 mg al giorno.

Ai partecipanti è stato somministrato tezepelumab, il principio attivo di un farmaco biologico che agisce bloccando una proteina chiave dell’infiammazione delle vie aeree, quelle che controllano la respirazione. Dopo un anno, oltre la metà dei pazienti è riuscita a sospendere completamente il cortisone senza riacutizzazioni dell’asma, quasi il 90% ha ridotto il dosaggio e un paziente su tre ha smesso già dopo sei mesi. Durante lo studio, due terzi dei partecipanti non hanno avuto attacchi asmatici, con un netto miglioramento dei sintomi, della funzione polmonare e della qualità della vita. Insomma, ottimi risultati, anche se servono altri studi e il farmaco non va bene per tutti i tipi di asma. Questa malattia infatti ha varie forme, di varia intensità.

Quando l’asma può diventare pericolosa

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie respiratorie che rende i bronchi più sensibili e reattivi. A contatto con fattori scatenanti come allergeni, infezioni, smog o sforzo fisico, le vie aeree si restringono, producono più muco e rendono difficile respirare. Nelle forme lievi o moderate questo meccanismo è spesso controllabile con i farmaci inalatori. Nell’asma grave, invece, l’infiammazione è persistente e può provocare crisi improvvise e potenzialmente pericolose, oltre a un progressivo peggioramento della funzione polmonare.

Nel mondo l’asma colpisce oltre 260 milioni di persone. La maggior parte riesce a gestirla, ma circa il 10% sviluppa forme gravi che richiedono steroidi per bocca a lungo termine, con effetti collaterali importanti come osteoporosi, diabete e maggiore rischio di infezioni. In Italia le persone con asma sono circa 3 milioni e si stima che circa 300.000 abbiano una forma severa, quindi potrebbero avere benefici da questa nuova cura.

Verso cure sempre più personalizzate

L’obiettivo della ricerca medica è ridurre sempre di più l’uso del cortisone e puntare su terapie personalizzate basate su biomarcatori, monitoraggio digitale della malattia e dei suoi sintomi ed educazione del paziente. Le linee guida più recenti sottolineano anche l’importanza di attività fisica, alimentazione equilibrata, controllo del peso e attenzione all’ambiente in cui vivi: meno è inquinato, meglio stai anche se hai l’asma.

-A cura di Maura Prianti

Sono una giornalista professionista che ha lavorato per anni nelle redazioni di riviste e magazine nazionali. Con alcuni ancora collaboro da freelance. Oggi sono consulente per la Comunicazione Efficace: aiuto aziende e privati a parlare e scrivere meglio e, soprattutto, a farsi davvero capire. Come? Con 30 anni di esperienza maturata tra giornali, siti, social, uffici stampa. Ma anche coaching, AI, SEO, GEO ghostwriting, media training…

This site is registered on wpml.org as a development site.