Chi mangia sciapo campa 100 anni

Uno studio dimostra: mangiamo con troppo sale

MENO SALE per favore! E’ questo l’appello, anzi il monito che la SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, rivolge a tutti gli italiani, consumatori indefessi di troppo sale. Cosa invita a fare? A ridurre il sale negli alimenti trasformati e nei pasti consumati fuori casa. Lo slogan è molto efficace: ‘Meno sale più Salute’ e le dimostrazioni sono chiare, da importanti studi scientifici.

Siamo troppo ‘saporiti’

Il consumo di sale in Italia tra gli adulti e i bambini è tuttora eccessivo, come rivelato dalle analisi più recenti. E non va affatto bene, perché l’eccesso di sale si associa a valori pressori più elevati già a partire dall’infanzia e a un aumento progressivo della pressione arteriosa con l’età nonché al precoce sviluppo di lesioni aterosclerotiche nei distretti coronarico e carotideo. Diversi studi hanno inoltre documentato l’associazione tra abuso di sale, obesità e aumento dei valori pressori per un effetto domino: un’alimentazione ricca di sale spesso si lega al consumo di prodotti trasformati ricchi di sale aggiunto e ipercalorici che, a loro volta stimolano la sete, spesso sedata, soprattutto fra gli adolescenti con bevande zuccherate, anch’esse ipercaloriche. Un circolo vizioso. Studi condotti in circa 200 Paesi mostrano che l’abuso di sale è uno degli errori alimentari maggiormente responsabile di morti premature e disabilità correlata allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili: la riduzione del consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno secondo le indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ), sarebbe in grado di prevenire oltre due milioni e mezzo di morti premature a livello globale. 

Dove immagazziniamo il sale

La maggior parte del sale che introduciamo con la dieta si trova in alimenti trasformati di produzione artigianale, come pane, pizza, taralli, crackers, grissini, e industriale tra cui prodotti da forno, formaggi, salumi, prodotti in scatola o in vetro, pasti pronti. Elevate quote derivano anche dai gruppi carne/uova/pesce (31%) e latte e derivati (21%), sempre a causa del sale aggiunto rispettivamente nelle carni e nei prodotti del mare conservati e ancor più nei formaggi. Il contenuto di sale della frutta, della verdura e in generale degli ortaggi freschi è invece molto basso. Dunque, una dieta ricca di frutta, verdura e legumi freschi o secchi già predispone ad un minor consumo complessivo di sale.

Cosa si deve fare a livello globale

E’ necessario che i produttori di alimenti trasformati riducano il contenuto di sodio dei loro prodotti seguendo le ripetute indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità , occorre avviare azioni di sensibilizzazione della popolazione attraverso campagne pubblicitarie, l’estensione dell’uso di etichette nutrizionali che indichino se il prodotto è a più basso o più alto contenuto di sodio, conducendo in parallelo una lotta contro l’obesità infantile, l’abuso di zuccheri e bevande zuccherate e l’improprio consumo di alcol, secondo lo spirito del programma Guadagnare Salute promosso dal Ministero della Salute nel 2007 e tuttora operativo.

A livello individuale

Possiamo e dobbiamo agire: come? Mettendo in atto importanti consigli di salute raccomandati da SINU.

1. Impegnarsi a ridurre sia il sale di uso domestico sia quello nei prodotti acquistati o consumati fuori casa, leggendo sistematicamente l’etichetta al momento dell’acquisto e, al pari, aggiungere poco sale al ristorante.

2. Non aggiungere sale negli alimenti dei bambini e limitarne al massimo l’uso per tutta la famiglia.

3. Limitare l’uso di condimenti alternativi contenenti sodio, quali dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.

4. Insaporire i cibi con erbe aromatiche come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio e/o con spezie come pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry

5. Esaltare il sapore dei cibi usando succo di limone e aceto, ad esempio nelle insalate.

6. Consumare solo eccezionalmente alimenti trasformati ricchi di sale tra cui snack salati, patatine in sacchetto, olive da tavola, acciughe salate, alcuni salumi e formaggi.

7. Nell’attività sportiva moderata reintegrare con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione.

Sei d’accordo con questi consigli per ridurre il sale? Quanto ne consumi? Chiacchiera con noi.

-A cura di Francesca Morelli

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